Altrove

Paesaggi reali e paesaggi della mente, spazio come esperienza della propria corporeità e luogo come territorio fisico che include il vissuto, i ricordi e le emozioni. Questi, i soggetti principali delle opere fotografiche di Francesca Rao, giovane artista campana il cui cammino si snoda tra la volontà di ripercorrere, attraverso la memoria, il passato, e la capacità di lasciarne delle tracce visibili nel presente tramite il mezzo fotografico. I suoi paesaggi sembrano prendere ispirazione dalla poetica di Luigi Ghirri, secondo il quale: "La fotografia è un linguaggio in cui la differenza tra riproduzione e interpretazione, per quanto sottile, esiste e dà luogo ad un'infinità di mondi immaginari" (L. Ghirri, Niente di antico sotto il sole, scritti e immagini per un'autobiografia, SEI 1997, p. 47). Questa inscindibile connessione tra la volontà di rappresentare un mondo già visibile e immaginare un o che non lo è ancora prende forma con il progetto scelto, Altrove: una timeline fotografica scandita da tre decadi. I luoghi reali che hanno un profondo legame con la terra natale della Rao, sembrano tornare in superficie dopo una lunga apnea memoriale; la linea dell'orizzonte che si viene a formare è uguale a ogni composizione e accentua il carattere di staticità del paesaggio. Le linee indecifrabili della seconda decade, invece, accompagnano lo sguardo nell'attraversamento dello spazio, dando forma e vita al paesaggio interiore, intangibile. L'epilogo, infine, si manifesta con una sequenza di immagini ribaltate, che costruiscono un ambiente artificiale, una terza dimensione a metà tra la realtà esistente e l'immaginazione, definita, appunto, Altrove. Un work in progress che comprenderà la realizzazione di una decade di foto allo scadere di ogni decennio di vita dell'artista. La poetica della Rao si inserisce nell'indagine sul tangibile e l'intangibile soprattutto per la relazione che crea tra le immagini visive e i luoghi di una realtà concreta con quelle immaginate, appartenenti a spazi "altri"; per il ruolo fondamentale affidato alla memoria e, di conseguenza, alla dislocazione spazio-temporale; per lo studio approfondito sull'interiorità del soggetto, sulle sue manifestazioni esteriori e sulla connessione empatica che queste instaurano con il pubblico, L'artista esprime, tacitamente, la volontà di costruire processi che conducano dall'invisibile al visibile, dallo sconosciuto al comprensibile, dal metafisico al materico, e viceversa. (testo critico Angelica Falcone)

 

Dimensioni cm 210×38 cadauna

Anno di realizzazione 2011

Tecnica: fotografia analogica e digitale

 

esposizioni:

2014 -  IT-Spazi di percezione tra intangibile e tangibile, a cura degli studenti del master Curatore Museale e di Eventi dello IED Roma (catalogo a cura di Inside Art edizioni – Guido Talarico Editore) GNAM Galleria nazionale di arte moderna - Roma

 

2012 - Collettiva  N.I.Na. – Nuova immagine napoletana. Mostra a cura di Giovanna Cassese, Marco Di Capua, Francesca Morelli, Valerio Rivosecchi – Pan Palazzo delle Arti. Napoli

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raofrancesca@live.it

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